L’Erbana e Uno Cookbook

Cosa accade se metti a lavorare gomito a gomito un blogger milanese d’adozione famoso per i suoi meravigliosi piatti 100% veg con l’Erbana, chef  bolognese naturalmente bio tutta d’un pezzo?

 

Scopriamolo attraverso questo racconto che narra di una domenica di dicembre a Milano, presso lo spazio “[hohm]streetyoga” di via San Calocero, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio.

La sveglia suona presto: Manuel (aka UNO cookbook) e Tom, che mi ospitano, abitano in campagna fuori Milano. Una doccia, un orzo caldo, un paio di biscotti e via, si parte. Come i magnifici tre vogliamo arrivare per tempo affinché i nostri ospiti trovino tutto pronto, accogliente ed armonioso. Sì, armonioso mi sembra il termine adatto per cominciare a descrivere questa esperienza.

Lo spazio [hohm] ci accoglie e lì abbiamo già preparato tre grandi tavoli, le candele rosse sono accese e nell’aria tintinnano i campanelli delle canzoni tradizionali di Natale: la colonna sonora della giornata che ci attende. Il nostro tavolo di lavoro è stupendo: allestito con cibi freschi, colorati, profumati e invitanti. Ci sono i topinambur che attendono di divenire un dolce ripieno per un inusuale rotolo arrosto di seitan accompagnato da un contorno agrodolce, i melograni si sposeranno con le bianche indivie e le arance doneranno gli oli essenziali della loro scorza profumata al tè caldo e il loro succo al tronchetto di marroni e cacao; i mandarini ci parlano di abbondanza, di generosità, di bellezza e son lì per rinfrescare il nostro tempo e per colmare i piccoli vuoti tra un assaggio e l’altro; poi ci sono i limoni, le erbe fresche, l’aglio. Alle nostre spalle ci sono farine, zuccheri, olii, sali, erbe essiccate, spezie, semi, frutta secca: insomma regna un’armonia di colori e di profumi di tutti gli ingredienti che ci permetteranno di creare piatti gustosi, nutrienti per il corpo e per gli occhi.

Accanto alle dispense, che raccolgono tutte le ricette che prepareremo assieme e tanti spunti per approcciare con facilità e leggerezza ad una cucina di soli ingredienti vegetali, ben sistemate sui tavoli, fanno bella mostra di sé delle splendide meringhette 100%veg ricoperte di cioccolato fondente ed accanto a loro dolcissimi rotolini morbidi ai frutti rossi; nessuno dei nostri ospiti osa toccarli, ognuno sorseggia il proprio tè caldo “Fumo e Spezie”, ma basta un cenno e la curiosità di assaggiare quei gusti sconosciuti eppure evocativi lascia spazio al piacere di sapori deliziosi che appagano non solo il palato.

Non viaggio mai da sola, chi mi conosce lo sa. La Tecla già fischia e rallegra l’atmosfera diffondendo il profumo delle erbe e spezie in infusione. La Tecla porta il nome della mia amata nonna paterna, la nonna che mi ha iniziata al cibo che passa dal cuore ovvero dall’amore e al donarsi agli altri attraverso il calore dei nostri gesti. La Tecla è una grande dispensatrice di piacevoli coccole fumanti, la Tecla è la mia teiera!

Il Natale è tradizione e Manuel da buon romagnolo ha rivisitato i cappelletti delle sue zie per riproporli in chiave vegana, che spettacolo! Si è svolto un rito antico, una grande famiglia di venti persone stretta attorno ad un tavolo a preparare un cibo ricco che parla di miti, di leggende, di ricordi, di istinti, di richiami. Il cibo sale dalla terra e stimola i nostri desideri, giunge al cuore, fa nascere sentimenti ed emozioni che forse troveranno espressione attraverso la parola che aprirà le nostre menti; se lo sapremo ascoltare parlerà al nostro corpo, alla nostra mente ed al nostro spirito.

Con Manuel ci alterniamo nelle spiegazioni, nelle preparazioni, tutto scorre via liscio, i nostri gesti son sincronici e io stessa mi stupisco piacevolmente per come tutto fluisca liberamente e con naturalezza. In realtà siamo un quartetto: Tom ci accompagna nell’organizzazione, è sempre pronto a dare una mano, col suo sorriso e la sua presenza ci accudisce e ci aiuta affinché tutto vada per il meglio; poi c’è Valentina, la più piccola e la più esile, il nostro pulcino che muove i suoi primi passi assieme a noi nello svolgimento dei nostri workshop. Siamo un gruppo vincente, lavoriamo insieme affiatati come se ci conoscessimo da sempre eppure il mio primo incontro con Manuel è avvenuto l’anno scorso sotto il segno dei pesci. È stato come riconoscersi.. mi ha colpita la sua semplicità e la sua naturalezza nell’usare gli ingredienti e nel sostituire i cibi di derivazione animale. Con lui il 100% veg è semplice. Abbiamo scoperto la nostra complementarietà e si è realizzato un sogno a me caro: poter lavorare in squadra senza competizione, senza paura, con la gioia di donarsi e di ricevere al tempo stesso. In un rapporto così sono consapevole di dare il meglio di me e di poter tirar fuori tutto quel che ho imparato negl’ultimi 30 anni a riguardo del cibo. Entrambi preparati in materia di cibo, entrambi amanti della cucina, entrambi ricercatori del buon gusto legato alla salute, eppure capaci di donare le nostre peculiarità: lui attento, esteta, artista, geniale, dolce, delicato; io organizzata ma estrosa, pratica, apparentemente severa ma gentile e centrata. Lavorare insieme è bellissimo, molto arricchente e chi ha vissuto con noi questa esperienza nota il nostro essere affiatati, tra noi si respira rispetto, affetto e questo clima fa sì che il nostro cibo sia sempre buono.

Abbiamo preparato un signor pranzo: il Veggy Xmas, degno della più bella tavola allestita per Natale! Ci siamo soffermati sulle morbidezze, sui ripieni, sugli accostamenti sorprendenti creando un menu ricco che coglieva spunto dalla tradizione per trasformarla in cibo “gentile” che tiene conto della vita degli animali, degli uomini, delle piante e dell’ambiente che ci circonda: dell’UNO. Cappelletti ripieni di formaggio 100%veg ai profumi di Romagna avvolti da un brodo vegetale saporito e caldo; rotolo di seitan arrosto ripieno di topinambur trifolati; indivia al cartoccio con liego e melograno; tronchetto natalizio ripieno di crema ai marroni con ganache al cacao amaro; rotolini ai frutti rossi in accompagnamento alle meringhette al cioccolato fondente ed un tè nero “Fumo e Spezie”!

È stata una domenica inusuale in cui preparare il cibo tutti assieme e assaggiare ogni cosa: dal singolo ingrediente anche più sconosciuto fino al piatto finito. Un percorso piacevole dei sensi, un continuo imparare, un alternarsi di odori e sapori, consistenze, ricordi e sensazioni. Ad ogni preparazione stupori, sospiri, gioia, risa, scoperte, il tempo è volato, il gruppo si è compattato da subito, abbiamo riso, giocato, scherzato, l’aria vibrava di leggerezza e di gioia di esserci!

Ognuno è tornato a casa con qualcosa in più, io di più: due pacchetti contenenti una porzione di cappelletti veg e una fetta generosa di tronchetto: il mio ringraziamento a Franco, il mio compagno di vita, che mi permette tutto questo!

Ogni volta che salgo a Milano mi pare di andare in gita! Parto il sabato e una volta arrivata a Milano tutti assieme andiamo a fare la spesa per il workshop. Controlliamo la lista di tutto il materiale e gli attrezzi che ci serviranno, prepariamo ed allestiamo lo spazio che riceverà i nostri ospiti e poi in cucina a prepararci al meglio per il giorno seguente. Dopo il workshop si torna a Bologna dove i miei amori attendono il mio rientro a casa.

Che bello lavorare così, ho provato più volte a far lavoro di squadra, ma non è sempre semplice. Con UNO cookbook è accaduto naturalmente. Un grazie speciale alla mia meravigliosa famiglia allargata e alla famiglia di [hohm]streetyoga. Buon Natale a tutti!

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Articolo scritto per MyWhere  – Beatrice Calia e Uno Cookbook


Tom, Manuel e Beatrice

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