Dal Solstizio d’Estate alla festa di S. Giovanni il sole trionfa (21-24 giugno)

Articolo scritto per il mensile Vivere sostenibile, pubblicato nel numero di giugno 2016 – 

Acqua e luce sono la base della Vita. Nell’antica società agraria il culto del sole era vitale e l’essere umano usava benedire tutti gli elementi e ritualizzava i passaggi per non perdere l’unione col Creato. Durante l’anno due momenti meravigliosi si mostrano per propiziarci una buona Vita. Uno è il solstizio invernale che ci guida al Natale, inizio di una stagione propensa all’introspezione , l’altro avviene inizio estate, tempo di interazione sociale. Si magnifica la Terra gravida di vita, perchè ci accompagni verso la luce e la calura estiva sia clemente. Un tempo, questo momento era ritenuto magico, ovvero legato alla Natura e a noi stessi, e si facevano gesti legati all’abbondanza e alla gioia.

Il Solstizio d’Estate è il giorno più lungo dell’anno, il sole trionfa nel cielo e vi è la comunicazione diretta fra visibile e invisibile, i due opposti si incontrano e si fondono. La festa di San Giovanni è un’antica festa celtica associata con le forze lunari, con la rugiada e con le erbe che, raccolte questa notte, hanno maggior potere: iperico, artemisia, arnica,ruta, achillea, salvia, rosmarino, noce, ribes, erica, verbena..

Nella foto ho preparato la “Guazza profumata di S. Giovanni” arricchita con le amiche erbe dai fiori colorati per lavarci dai rigori invernali.. In questo giorno si prepara il nocino come simbolo di rinnovamento e il rosso olio d’iperico preziosissimo rimedio contro le scottature e i malumori, e con le erbe prepariamo piatti sfiziosi dai nomi curiosi..

La notte di San Giovanni è il momento indicato dalla tradizione per raccogliere le noci verdi cresciute al punto giusto per fare il Nocino. Le noci tradizionalmente sono raccolte a mano da una donna, e viene lasciata prendere loro la rugiada di San Giovanni, per poi preparare il liquore il giorno stesso. Il grande Noce simbolicamente potrebbe rappresentate l’Albero Cosmico. La noce secondo l’alfabeto dei Celti è in relazione col numero 9 (numero lunare). Il nocino deve il suo colore nero al tannino contenuto nelle noci verdi, nelle foglie e in tutta la pianta. I tannini sono sostanze astringenti, antibatteriche e antiparassitarie, che difendono le piante dagli agenti patogeni, oltre a renderle sgradite agli erbivori. Essendo sostanze astringenti, i tannini sono da sempre utilizzati per conciare le pelli, essendo capaci di combinarsi con le proteine della pelle animale in complessi insolubili, di prevenirne la putrefazione e di renderla inattaccabile dai batteri, trasformandola in cuoio. (forse questo pezzo si potrebbe tagliare..)

IL NOCINO                                                                                                                                                                                                                             27 noci raccolte la notte di S. Giovanni
4 chiodi di garofano
2g di cannella
3 pezzetti di scorza di limone
500g di zucchero moscobado
350g di alcool a 95°
300g di acqua Raccogliete le noci la notte di San Giovanni (23/24 Giugno) e lasciatele in un recipiente a prendere la rugiada. Il 24 tagliate le noci in 4 parti, mettetele in un vaso con l’alcool. Il giorno successivo aggiungete le spezie e lasciate in infusione fino al 3 Agosto al sole, agitando 3 volte al giorno. Filtrate e aggiungete lo sciroppo fatto con lo zucchero scaldato nell’acqua. Lasciare raffreddare, imbottigliare e aspettare almeno 3 mesi prima di consumarlo, conservandolo al buio.

Ecco qui alcune preparazioni speciali e golose per la cena di “S.Giovanni”:

La B.B. di Bea. Ovvero la pasta brisè light di Bea”: 250 gr di farina + Olio evo + yogurt (mucca o soia o capra) + 130 ml di acqua + 1 pizzico di sale. Impastare fino ad ottenere un bell’impasto elastico e mettere in frigo per almeno 30 minuti.

Le Patate dell’Amore in saccoccia : per l’involucro esterno preparate la B.B. di Bea.                                                                                          Per il ripieno: 4 patate lessate e schiacciate, condite con 1\2 c di cumino +1 c di semi di finocchio o cumino o carvi + 1 pizzico di assafetida o aglio in polvere + 1 pezzetto di zenzero fresco grattugiato + 1 peperoncino + 1 c di curcuma + sale + succo di 1\2 limone fresco e zester di buccia di limone. Mescolare il ripieno. Fate dei ravioli a sacchetto ripieno e cuoceteli a 180° per 40’.

Creste di drago alla borragine: Lavate, pulite, sfogliate e poi cuocete la borragine in una padella con un dito d’acqua e un coperchio. Conditela con il curry, la buccia di arancio e i semi di girasole. Come tutte le verdure a foglia verde si sala alla fine per impedirne l’ossidazione. Tritatela grossolanamente.Preparate la B.B per l’involucro esterno dei fagottini e lasciatela riposare mezz’ora, stendete una sfoglia non troppo sottile, coppate dei cerchi di almeno 10 cm di diametro e riempiteli con il trito di borragine. Poi chiudeteli a raviolo, spennellateli con acqua e cospargeteli di semi di lino dorato e infornate per 15’.

Pesto verde dell’Erbana alle erbe aromatiche : semplice e sorprendente, veloce da preparare. Gli ingredienti necessari sono abbastanza consoni nelle nostre cucine. È una preparazione a base di erbe aromatiche, tra le quali potrete sbizzarrirvi a scegliere. Potete usare tutte le erbe aromatiche che avete a disposizione, rosmarino e salvia senza eccedere, santoreggia, finocchio, timo, origano, maggiorana, ecc. Ben pulite mettetele in un barattolo capiente coperte da olio evo, la buccia di un limone, un po’ di succo di limone, uno spicchio di aglio, una manciata di dolci mandorle, semi tostati di girasole e di sesamo. Emulsionate col frullatore ad immersione. Questo pesto si conserva a lungo e si può usare per condire una pasta, un farro, un risotto o una fetta di pane. Spalmato su un triangolo di piada con un contrasto viola creerà un bellissimo effetto. Provate con un fiore di cardo..

Schiaccia alle ciliegie: 4 etti di farina bio macinata a pietra + 100 gr di zucchero moscobado + un bicchiere di olio evo spremuto a freddo rigorosamente bio + un Pizzico di Sale. Sciogliere in un paio di bicchieri di acqua tiepida un cubetto di lievito di birra o se ce l’avete un pezzetto di lievito madre. Aggiungere il lievito alla farina e lavorare bene l’impasto. Lasciarlo lievitare un paio d’ore, dividerlo a 1\2 e stenderlo su una teglia. Cospargere la parte stesa con di 3\4 di kg circa di acini d’uva o di ciliegie ; cospargere con un paio di cucchiai di zucchero di canna melassa e coprire con l’altra parte di impasto. Chiudere le 2 sfoglie e ricoprierle con 1\4 di kg di acini d’uva o ciliegie . Infornare per 35′ a 180°, e aspettatevi una prelibatessen!!!!!

Acqua alle rose di Leonardo da Vinci
( ricetta descritta da Leonardo nel suo Codice Atlantico, conservato oggi nella Biblioteca Ambrosiana di Milano ).Ingredienti per 1 litro: 1 litro di acqua minerale, 2 limoni non trattati, 4 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai di petali di rosa essiccati, una coppa di alcol a 90°. Disponete l’acqua minerale in una brocca capiente. Spremete i limoni non trattati e aggiungete il succo all’acqua insieme ai 4 cucchiai di zucchero, ai 4 cucchiai di petali di rosa essiccati e alla coppa di alcool 90°. Agitate bene il composto in modo che tutti gli ingredienti si mescolino bene tra loro e lo zucchero si sciolga completamente. Coprite la brocca e lasciatela riposare per almeno 3 ore in un luogo fresco e buio. Successivamente, prendete una bottiglia di vetro e, usando un imbuto sul fondo del quale avrete sistemato un paio di fogli di garza, filtrate il liquido dalla brocca alla bottiglia. Servite leggermente fresca.

Biscottini alla camomilla e lavanda:
per la frolla: 400 grammi di farina 00 + 200 grammi di olio di girasole + 100 grammi di zucchero di canna integrale + 50 ml di acqua fredda + 1/2 cucchiaio di vaniglia in polvere + 1 pizzico di sale + 1 pizzico di bicarbonato. Setacciare la farina e versarla in una ciotola. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare prima con una forchetta poi con le mani fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Avvolgere l’impasto nella pellicola da cucina e metterlo in frigorifero per circa un’ora. Aggiungere una manciata di fiorellini di camomilla, impastare, stendere la frolla copparla con una formina da biscotti e sistemare i biscottini in una teglia. Spennellarli uno a uno con un pò di acqua, spolverare con zucchero moscobado e infornare a 180° per 7- 9′.

*Ricette tratte dal libro “L’Erbana una selvatica in cucina”

Vi suggerisco un semplice Esercizio da fare in questa notte speciale: cercate un luogo dove potervi sedere comodamente e lasciarvi andare alla bellezza di questa magica notte. Portate l’ascolto all’interno di voi stessi e ascoltate il vostro corpo. Portate luce dentro di voi fino a visualizzare le cellule brillare di essa. Restate in ascolto delle vostre emozioni, lasciate andare rabbia, risentimento. Fate spazio alla gioia e alla gratitudine. Se volete potete pronunciare questa affermazione caricandola con il vostro puro intento : “io sono libero dalla paura, io vivo nella gioia e nella gratitudine, io sono luce, io sono amore, io sono”. È il giorno del perdono (lasciare andare, donarsi la libertà), siamo un tutt’uno con Madre Terra. “io vivo nelle pace, io sono pace”. Immaginate di essere avvolti da una splendida sfera blu zaffiro fluida e lasciate andare tutto ciò che non serve, l’energia di Gaia ci aiuta. Restate in ascolto, ognuno vivrà il suo momento sacro. Chi vuole metta cristalli e acqua fresca alla luce delle stelle, l’acqua la berrete il giorno seguente.
Buona notte di San Giovanni.Sperimentate sempre e abbiate cura di voi!!

Un abbraccio di cuore dall’Erbana!!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *