Far del BENE

Articolo scritto per il mensile Vivere sostenibile, pubblicato nel numero di settembre 2016 – 

Il far del bene muove ogni cosa. Il bene è ciò che è buono, onesto, giusto; è amore, affetto, è ciò che è utile. E’ ricchezza e rettitudine. Lo si consegue con il corretto agire. Possiamo chiamarlo ETICA, giustezza, rispetto, partecipazione alla Vita.
È importante sapere che ci troviamo immersi nel mondo della dualità, e nel cercare di fare il bene è possibile cadere nella “trappola” del sentirsi migliori/superiori confronto coloro che stanno seguendo altre strade. Sarebbe carino tener conto che ognuno ha i propri tempi e i propri modi, e solo l’esempio, la disponibilità e il sorriso potranno attirare l’attenzione di altri invogliandoli a portare cambiamenti. Per destarsi occorre un richiamo equo. Madre Natura ci è maestra e ci indica la Via.

Ti consiglio di mettere le mani nella Terra, lavora con Lei se La vorrai conoscere davvero, e nulla sarà più uguale. Attraverso lo scorrere delle stagioni darai valore ad ogni frutto che Lei vorrà generosamente donarti, ma scoprirai anche come agire per il bene comune. Ciò è possibile, urgente e fondamentale!!!

33 anni fa la mia Vita è cambiata e ho fatto scelte a partire dal cibo con l’intento di diventare una persona giusta. “Noi siamo quello che mangiamo”, e non solo ciò che entra, ma anche ciò che esce diviene fondamentale per il nostro benEssere (pensieri-parole-azioni-etc). Il cibo è il primo passo, poi l’attenzione si rivolge ai rifiuti, alla sostenibilità, alla scelta dei detersivi, a ciò che ci si spalma addosso, fino ad arrivare a risolvere le dipendenze da fumo, dai carboidrati, dalle bibite gassate, dalle relazioni deleterie. Noi rappresentiamo il nostro microcosmo e avendone cura potremmo sentirci parte di una comunità e sentiremo il richiamo della giustezza e della bellezza.

La frase che segue esprime ciò molto bene e per me rappresenta un monito. “Sii la luce del cambiamento che vuoi vedere accadere”: semplicemente ESSERE, fare la propria parte, del proprio meglio, in silenzio, senza apparire, senza protagonismo, creando gioia, felicità, bellezza. Godere delle scelte fatte e farle proprie. Mi approccio alla Vita guidata dalla buona volontà e dal desiderio di fare del bene. Cercare di cambiare il prossimo con la forza e il giudizio è insalubre e crea separazioni, fazioni, rabbia, asti. Le etichette settorizzano e isolano, facendo scaturire giudizi. Lasciati guidare dal tuo cuore e ricorda che il rispetto crea equilibrio. Abbi fiducia nell’essere umano. La conosci la teoria della centesima scimmia*? Andrà tutto per il meglio!!

Vi abbraccio! Un basen dall’Erbana una Selvatica in Cucina

*approfondimento: “LA teoria della CENTESIMA SCIMMIA”
La scimmia giapponese Macaca fuscata, è stata osservata allo stato selvaggio per un periodo di oltre 30 anni. Nel 1952, sull’isola di Koshima, alcuni scienziati davano da mangiare alle scimmie delle patate dolci sepolte nella sabbia. Alle scimmie piaceva il gusto delle patate dolci, ma trovavano la sabbia assai sgradevole. Un giorno una femmina di 18 mesi chiamata Imo scoprì che era in grado di risolvere il problema lavando le patate in un ruscello vicino. In seguito insegnò questo trucco a sua madre. Anche i suoi compagni di gioco impararono a lavare le patate e lo insegnarono anche alle loro madri. Questa innovazione culturale fu gradualmente accolta dalle varie scimmie mentre gli scienziati le tenevano sotto osservazione. Tra il 1952 e il 1958 tutte le scimmie giovani impararono a lavare le patate dolci per renderle più appetitose. Solamente gli adulti che imitarono i loro figli appresero questo miglioramento sociale, gli altri continuarono a mangiare le patate sporche di sabbia. Poi accadde qualcosa di veramente notevole… Possiamo dire che nell’autunno del 1958 vi era un certo numero di scimmie sull’isola di Koshima che aveva imparato a lavare le patate, non si conosce il numero esatto. Supponiamo che un dato giorno, quando il sole sorse all’orizzonte, vi fossero 99 scimmie che avevano imparato a lavare le loro patate. Supponiamo inoltre che proprio quella mattina, la centesima scimmia imparò a lavare patate.A quel punto accadde una cosa molto interessante! Alla sera di quel giorno praticamente tutte le scimmie sull’isola avevano preso l’abitudine di lavare le patate dolci prima di mangiarle. L’energia aggiunta di questa centesima scimmia aprì in qualche modo un varco ideologico!
La cosa più sorprendente, osservata da questi scienziati, fu il fatto che l’abitudine di lavare le patate dolci attraversò, in seguito, il mare. Infatti colonie intere di scimmie sulle altre isole ed anche gruppi di scimmie a Takasakiyama cominciarono a lavare le loro patate dolci! Sembra perciò che quando viene superato un certo numero critico di elementi raggiunge una nuova consapevolezza, la medesima viene passata da una mente all’altra. Sebbene il numero critico possa variare, il Fenomeno delle Cento Scimmie indica che quando vi sono poche persone che conoscono qualcosa di nuovo, questo nuovo concetto rimane di loro esclusiva proprietà.
Ma se a loro si aggiunge anche una persona in più, e si raggiunge il numero critico, si crea una idea così potente da poter entrare nella consapevolezza di quasi tutti i membri di quel gruppo! ( Tratto da internet, autore sconosciuto)

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