Il pane

C’è pane e pane.

Il pane è passato alla storia come l’alimento sostenitore della nostra alimentazione e, insieme alla pasta, è l’alimento principe sulla tavola degli italiani.

Malgrado il mondo panoso sia vario e molto vasto, esso non fa proprio parte del mio quotidiano,  il mio corpo non lo gradisce molto. Comunque, ho grande rispetto verso il pane vero, quello buono fatto con ingredienti di eccellenza.

Quando leggo sull’insegna di alcuni supermercati la scritta “sforniamo pane in giornata” mi viene da ridere, visto che molto spesso lo sfornare deriva dal fatto che vengono scaldati filoni surgelati che arrivano da chissà dove e impastati con chissà quale farina… Mi stupisco ancora quando vedo le persone sfoggiare la loro baguette calda “appena sfornata” e scorgo che son convinti di aver acquistato un pane prezioso. Non voglio annoiarvi con la storia delle farine e dei grani, ma vi suggerisco di informarvi.

La Vita mi ha insegnato che non occorre saper fare tutto tutto, ma è importante invece specializzarsi e saper fare bene le cose che ci riescono meglio e che più ci danno soddisfazione, e così, io mi sono specializzata in una cucina naturale che impreziosita da erbe e fiori ho battezzato “Cucina Natural Green”.  Sono ormai 30 anni che mi cimento nello sperimentare e affinare il mio modo di cucinare, e mi sono interessata poco alla panificazione, sempre molto alla lontana, nonostante io sia circondata da amici che panificano e sanno fare cose strepitose. Io panifico solo in occasioni speciali.

Per esempio, amo panificare coi bambini, mi sono ritrovata più volte a svolgere il laboratorio “Dal seme alla tavola” nelle scuole o nelle fattorie didattiche. Coi bimbi seguiamo la vita del chicco, dai campi ai germogli, dal mulino all’ impastare e infornare. Con loro  facciamo meravigliosi mignon di pane, i bambini sono in grado di dargli forme davvero strampalate, incredibilmente belle e inaspettate. Pane, gola e creatività, e io mi diverto e gioco.

mignon di pane fatti dai bimbi in fattoria

Laboratorio sul pane fatto coi bimbi

A proposito di fattoria didattica e di bambini, mi capita spesso di veder sfornare il pane dalla mia amica Monica Fantini  di Bertinoro,  lei fa un impasto davvero speciale e lo cuoce in forno a legna, ogni volta pare una pratica magica… il profumo inonda tutto il cortile e quando lo sportello del forno viene aperto,  lo stupore pervade i nostri volti e l’aquolina bagna le nostre labbra. Credo sia una delle poche occasioni che mi vede mangiare un pò di pane  con gioia.

In casa mia non si consumano quasi per nulla pani  né cibi panosi, il mio massimo passa dall’impastare ogni tanto una pizza o una focaccia. Il poco pane che compro è impastato con farine bio, acqua di sorgente e lievito madre, cotto in forno a legna.  E son ghignosa, lo so, cosa volete farci?!

Uso comprare  al massimo una mezza pagnotta di pane toscano dal negozio biologico sotto casa, e se non lo consumiamo tutto, non lo butto via, le fette che avanzano le essicco e le consumo al bisogno a mò di frisella, o come crostino per zuppe, ed essendo un pane vero e buono, ben si presta. Mi è stata tramandata la sacralità del pane, e se parliamo di pane buono, lo si consuma tutto, anche da secco.

Probabilmente il motivo principale per il quale non mi ci sono mai davvero dedicata è quello che essendo io una girandolona, per lavoro e per amore son sempre su e giù per l’Europa, ho sempre creduto che occuparsi del rinfresco della pasta madre richiedesse un impegno troppo grande per me.

Ciò è stato sfatato dal mio incontro con Giancarlo Ignazio Toso che mi ha fatto conoscere il suo gruppo paneinsieme  e il LI.CO.Li, ovvero il lievito madre liquido, facile da usare e da accudire.

E così, è arrivato il momento di approfondire la mia conoscenza a proposito di panificazione e ho organizzato insieme agli amici di “Bluone tour gastronomici” un corso con Giancarlo per comprendere finalmente la magia che si compie tra acqua e farina nel dar vita al pane.

pane pugliese a base di semola

Bel pane di semola cotto nella pentola di ghisa

Sono state giornate interessanti.Ho visto preparare un bel pane di semola che mi ha ricordato il pane pugliese amato da mio padre e pani bianchi che non rientrano nel mio modo di alimentarmi, ma dei quali ho compreso come nascono le bolle, gli spazi interni vuoti, la meraviglia delle forme e dei tempi di attesa e di cura. Ho seguito piegature, idrolisi, lievitazioni, impasti per pizza, focacce, croissant, brioche, grissini, streghe e bomboloni, che tour de force.

Finalmente ho appreso  tecniche preziose riguardanti la panificazione, anche se per far ciò ho mangiato ingredienti che non mangiavo da anni. Trascorreranno di nuovo anni prima di mangiarli di nuovo… zucchero bianco, farina 00, latte, canditi, codette, ecc.

Ho sperimentato, ho imparato, ho visto cuori in azione e belle sinergie, e ho visto l’esperienza di Giancarlo in azione, lui ne ha pratica e ama panificare, e quindi ne conosce i trucchi e i segreti. E io gli ho insegnato la mia piadina all’equiseto accompagnata dal magico pesto dell’Erbana, sempre graditissimi.

Giancarlo ha preparato per noi tanti cibi panosi , ho assaggiato tutto, lo ringrazio perché ha avuto l’accortezza di non adoperare mai strutto o ingredienti animali sapendo che non avrei gradito e ciò l’ho ritenuto un grandissimo segno di rispetto e di stima nei miei confronti. Rispetto e stima che ricambio di cuore. Ho mangiato cibi che non fanno parte del mio quotidiano, ma ho appreso tecniche preziose che mi permetteranno di preparare qualcosa di veramente goloso con gli ingredienti che solitamente trovo nella mia dispensa. Passata l’estate, chissà?!?  Potrei anche decidere di panificare.

Son cresciuta con “Impara l’arte e mettila da parte”, intanto perfezionerò le ricette delle mie schiacce.

Ora che ho imparato l’idrolisi potrò preparare dei capolavori, e magari mi cimenterò nel preparare un bel pan briosce con frutta secca ed essiccata al posto di canditi e codette. Già so che sfornerò vere e proprie prelibatezze. Stay connected, vi stupirò con effetti speciali.

L'Erbana

L’Erbana

Un caro abbraccio, sperimentate sempre e abbiate cura di voi che siete l’ingrediente principale della Vita!

Beatrice Calia, l’Erbana

2 commenti:

  1. Grazie a te, Bea. “Impara l’arte e mettila da parte” e applicala a 360 gradi, faccio io. Ho ben imparato e son tornato a casa con la mia polvere di equiseto, che qualche pane mi ci scappera’ di sicuro! e il tuo pesto, tutto vegetale e’ veramente speciale! Che belle giornate abbiamo passato! alla prossima. con affetto

  2. Vero bellissime le giornate passate insieme a spignattare!
    Son certa che gli scambi di saperi e di sapori avvenuti tra noi daranno buoni frutti.
    Grazie Gincarlo con te ho imparato passaggi panosi importanti.
    Son felice tu abbia apprezzato le mie preparazioni. Alla prossima, un basen

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