POLMONARIA

La polmonaria è una pianta che attira la mia attenzione da sempre.

Nelle mi passeggiate per boschi e rivali, una pianta che ha sempre attratto la mia attenzione è proprio quella della polmonaria.

Dal fusto, peloso e rossastro, spuntano foglie ruvide di un bellissimo verde tendente al blu,  foglie maculate con chiazze biancastre, e ricoperte da una fitta peluria. Questa  colorazione pare quasi avvisare che trattasi di una pianta davvero speciale. Ma quale erba non è speciale?

Madre Natura ha pensato a tutto, è proprio vero, come diceva la Maria Treben,  intorno a noi la Natura ci mostra la farmacia del Signore. Bellissimo modo per dire che non siamo mai soli e se abbiamo occhi per vedere non manchiamo di nulla. Non vogliatemene, ma lo stretto contatto con la Natura mi parla di ciò, in città questo sentire è pressoché impossibile, son troppi gli stimoli e le distrazioni.

La polmonaria è una pianta maculata che mi rammenta i nostri muchi

Torniamo alla nostra polmonaria. Intanto è importantissimo sapere che è parente stretta della borragine, pianta bellissima e buonissima.

Diffusa in tutta Europa, cresce ai margini dei boschi di latifoglie o in piccoli prati, sempre nelle vicinanze di alberi ad alto fusto ben sviluppati. Quest’erba perenne è capace di creare veri e propri tappeti verdi,  piccole colonie o gruppetti isolati e raramente assume un ruolo dominante copri suolo. Si riproduce per seme. Interessante da sapere se vogliamo coltivarla in un angolo del nostro giardino. Predilige  il terreno fresco e soffice, umido e mai completamente secco, ricco di materia organica e ben drenato, non necessariamente profondo perché ha un apparato radicale di tipo rizomatoso strisciante. Ama le posizioni ombreggiate al riparo dai raggi diretti del sole e non teme il freddo. Verso la fine dell’inverno, quando la neve si è sciolta e ai margini del bosco al suolo si stende ancora un tappeto di foglie secche, lei sarà bella turgida e ricca di fiorellini colorati.  Mi stupisce ogni anno per la fioritura che spesso precede tutte le altre.

La fioritura  della Polmonaria avviene tra marzo e maggio, ed  è particolare. Dallo stesso grappolo e sullo stesso stelo sbocciano piccoli fiori a forma di imbutini con tonalità di colore diverse. I fiori si aprono di colore rosso per poi virare verso il blu, l’azzurro eppoi il violetto a fine fioritura.  Tale fenomeno è dovuto alla presenza di pigmenti colorati che, facendo variare il pH, permettono ai fiori di mutare colore in pochi giorni passando dal rosa al violetto. Questo fenomeno accade anche alla Bella di notte.

I fiori di polmonaria sono dolci e succosi, buonissimi da mangiare. All’inizio della primavera mi accompagnano spesso in cucina, li adopero per guarnire piatti, per accompagnare salse, misticanze e dolci.

Nel linguaggio dei fiori simboleggia la menzogna, probabilmente per il mutare del colore dei fiori.

Forse ciò è dovuto anche al fatto che il polmone in MTC rappresenta la comunicazione, la parola, ciò che mette in contatto il dentro col fuori e viceversa.  Il nome della pianta deriva dal latino pulmo, che significa polmone. Conosciuta anche dagli antichi per le sue qualità medicamentose, la polmonaria è stata a lungo utilizzata come rimedio per  le affezioni delle vie respiratorie e delle malattie cardiache. Secondo la teoria della “signatura paracelsiana ” gli antichi attribuivano proprietà terapeutiche alla pianta mettendo in relazione le forme e i colori con gli organi anatomici. Il corpo umano poteva essere curato utilizzando le piante che apparivano simili all’organo malato. Nel caso specifico della Polmonaria, siccome le macchie presenti sulle foglie ricordano il tessuto polmonare infestato dai noduli tubercolari, questa pianta veniva utilizzata soprattutto nel trattamento della tubercolosi. L’aspetto curioso è che questa credenza è stata poi confermata da studi scientifici che ne hanno dimostrato la reale efficacia nel curare le affezioni polmonarie grazie alla presenza di acido salicilico e mucillagini.

La polmonaria è ha proprietà vitaminizzanti, toniche,espettoranti, astringenti, lenitive, emollienti, diuretiche, astringenti e sudorifere; può essere usata nella cura dei geloni, delle contusioni, delle screpolature della pelle, delle infiammazioni della gola e del catarro. Viene ampiamente utilizzata come rimedio naturale a bronchite e altre affezioni dell’apparato respiratorio, emorroidi, malanni di stagione, dermatosi, mal di gola e screpolature. È ricca di  mucillagine, tannino, acido salicilico, sali minerali e saponina. Chiamata anche  Salvia di Gerusalemme per rammentare la sua magnificenza.

In fitoterapia, si adoperano le infiorescenze, la radice e le foglie che vanno fatte essiccare in un ambiente ombroso e ben areato finché non diventano nerastre.

In cucina se ne utilizzano le foglie e i fiori. Dalle foglie tenere si può estrarre un succo con l’estrattore, succo dalle notevoli  proprietà dietetiche per l’alto contenuto di vitamina A e C, preparatevi però, perché essendo mucillaginoso avrà una consistenza un po’ gelosa e non gradevole a tutti. La Polmonaria può essere consumata al pari della Borragine, ne ricorda anche il gusto e il profumo delicatissimo. Le foglie sono molto gradevoli  se utilizzate per contorni e ripieni, o nelle zuppe in accompagnamento di altre erbe, o con zucca, patate e cipolle. I fiori, dall’ aspetto delicato, sono perfetti per guarnire e accompagnare qualsiasi piatto.

Un’ultima nota curiosa è data dal fatto che il decotto delle sommità fiorite della Polmonaria può essere utilizzato per tingere di giallo-verde lana e cotone. Colorare i tessuti con le erbe è una pratica meravigliosa e imprime nei nostri abiti la qualità dell’erba che ha donato i suoi colori al tessuto. Andate a vedere come si fa e chi lo fa andando a sbirciare il blog   “Fiori e Forchette” delle mie amiche Luana e Tiziana.

Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia, larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia” . Così diceva la mia nonna Tecla, mia maestra d’erbe e di Vita.

Vi abbraccio forte, Beatrice Calia, l’Erbana.

articolo scritto per Rock&Food

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