L’uso delle parole

Possiamo porre attenzione all’uso delle parole per divenire migliori.

I condizionamenti e le abitudini molto spesso ci guidano nel nostro quotidiano portandoci ad utilizzare parole, frasi, modi di dire che, senza che ce ne accorgiamo, innescano in noi modalità poco carine.

Pensare alle parole

C’è chi ripete, senza prestarvi attenzione, frasi tipo:

  • Mi fai morire
  • Mi fai impazzire
  • Mi rompe il..
  • Mi sta su..

Frasi che di per sé appaiono innocue, ma se entriamo nel dettaglio ci accorgiamo che il loro significato non è poi così innocuo.

Noi siamo fatti di acqua, e l’acqua si carica delle vibrazioni e delle qualità di tutto ciò con cui entra in contatto. E, allora, perché non utilizzare affermazioni tipo:

  • Mi piace molto
  • Voglio vivere per goderne ancora
  • Bello da vivere
  • Mi nutre
  • Mi appaga molto

Comprendere che ciò che non ci piace ci sta mostrando qualcosa da migliorare nel nostro quotidiano, prenderne atto e allontanare la situazione sgradevole portando trasformazione nel nostro essere affinchè quella situazione non abbia da ripetersi.

Lo so che questa modalità potrebbe apparirvi faticosa, ma portare attenzione a sé stessi e alle proprie modalità, ci accompagna a conoscerci, a trasformare ciò che possiamo trasformare, ad essere migliori.

E, allora, perché non provare?

Una miriade di parole che rimane nell’aria, in noi e attorno a noi

Intanto vi invito a prestare attenzione a quante volte nella vostra giornata ripetete affermazioni o negazioni che potrebbero essere comandi di “distruzione”. Sappiate che ogni cellula del nostro corpo è in ascolto e a volte segue alla lettera ciò che diciamo e ciò che pensiamo, quindi io ci sto attenta.

Le persone che frequento nel mio quotidiano, sanno, che quando capita che in mia presenza utilizzano affermazioni di questo genere, io gli e lo faccio notare, e allora, esse stesse si correggono, accorgendosi della loro modalità di disattenzione, di abitudine, nell’emettere parole che hanno un significato ben preciso e che sono diventate invece un intercalare, un’esclamazione che dovrebbe essere di gaudio e invece lavora a livello sottile in noi e attorno a noi, senza che ce ne accorgiamo, o meglio, senza che ci accorgiamo che i fautori di alcuni nostri malesseri siamo noi e ciò che inavvertitamente o con non curanza esprimiamo.

D’altronde non è scritto “all’inizio era il Verbo, e fu sera e fu mattina..”. Il verbo, la parola, la vibrazione, sono atti creatori, la parola crea, la parola distrugge. Quindi amici cari, vi esorto a prestare attenzione a ciò che entra in voi, ma anche a ciò che esce, parola in primis, perché la parola ha un valore e crea.

La parola è apportatrice di bellezza e di armonia. Creiamo bellezza in noi e intorno a noi con le parole.

C’è una bellissima storia a proposito della parola, che voglio condividere con voi.

Piantare i chiodi e accorgersi delle nostre modalità

C’era una volta un uomo che faceva arrabbiare tutti e a tutti arrecava  dolore con misfatti e insulti. Un giorno l’uomo  cominciò a capire il male che stava facendo e ne provò dolore anch’esso. Ciò lo spronò nel decidere di diventare  un uomo migliore. Incontrò un maestro  e gli disse: “Maestro come posso fare per diventare migliore?”, e il saggio gli disse: “Prendi questa tavoletta di legno, e ogni volta che fai un’azione che crea dolore a qualcuno, prendi un martello e pianta un chiodo nella tavoletta”. L’uomo,  all’inizio, fu un po’ sorpreso da questo consiglio, poi però fece come gli disse il saggio. Nonostante le sue buone intenzioni, i chiodi nella tavoletta furono molti! Man mano che l’uomo gli prestava attenzione,  cominciava a diminuire la frequenza con cui l’uomo piantava chiodi, fino ad arrivare al giorno in cui non ne mise neppure uno!Andò dal maestro  e disse: “ Finalmente non faccio più cattive azioni, ma ancora non mi sento a posto.”, e il maestro disse “Bene, ora comincia a vivere prestando attenzione a ciò che fai per gli altri, abbi cura di te stesso e di coloro che incontri. Poi prendi la tua tavoletta piena di chiodi e con questo cacciavite comincia a togliere tutti i chiodi che hai messo”, e l’uomo così fece.
Ci volle un po’ di tempo, ma i chiodi furono tutti rimossi, e quando l’uomo tornò dal maestro, il saggio gli chiese: “Cosa noti?”, e l’uomo rispose “Bè, ora al posto dei chiodi ci sono tanti buchi!” e il saggio “Ecco, quello è il male che hai causato, a volte non basta non fare cattive azioni per sentirci buoni, dovremmo cominciare a togliere i “chiodi” dalla nostra tavoletta  e vedere quanto profondi sono i “buchi lasciati”, a volte capita che il tempo otturi quei buchi, altre volte quei buchi sono talmente profondi che nemmeno il tempo riesce a chiudere, e altre volte ancora lasciamo lì quei chiodi senza volerli rimuovere”.

Tutto è collegato, e occorre prestare attenzione alle parole, alle azioni, a ciò che pensiamo.

Sono fermamente convinta che l’attenzione verso il cibo e la sostenibilità siano elementi importantissimi del nostro vivere, ma anche ciò che siamo e ciò che esprimiamo ha un peso o una leggerezza importante.

Vi abbraccio forte, abbiate cura di voi e sperimentate sempre.

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