Alla volta di extraLucca

Si è conclusa da poco extraLucca, manifestazione organizzata da Fausto Borella noto critico enogastronomico, evento che ha visto  presenti più di 50 produttori di olio evo provenienti da diverse regioni italiane, visitatori professionisti del settore food, ma anche utenti coscienziosi, desiderosi di approfondire la loro cultura sull’olio. Vi ho partecipato per due anni di fila  condividendo il viaggio con la cara amica Antonietta Mazzeo, grande conoscitrice e degustatrice professionista di olii evo. Spesso su Bologna lei tiene numerosi corsi di degustazione oli, il prossimo sarà presso “A Scuola di gusto” , dove potete trovarci lei impegnata nel suo campo e me come docente di cucina.

Con Antonietta Mazzeo a extraLucca

All’arrivo a palazzo Ducale , la manifestazione si apre con un meraviglioso scalone addobbato da piccoli alberi di ulivo. L’ulivo è una pianta che richiama in me un grande rispetto e riverenza, al punto che  utilizzarne l’olio ricavato dalle sue drupe mi fa sentire grata, e così, da sempre, utilizzo solo oli realizzati  da produttori da me conosciuti personalmente, devo aver ben presente i volti di coloro che producono il  cibo che diverrà me e che andrà a nutrire la mia famiglia e i miei ospiti. Per me cucinare è un grande atto di amore e di responsabilità, ecco perché affermo che ogni olio custodisce in sé la saggezza delle mani che hanno curato gli ulivi, la fatica di chi ne ha raccolto le olive e poi molite, la bellezza di un luogo,  e inoltre racchiude  una storia, la storia del territorio e della famiglia che ha prodotto tale olio. Vi sono produttori fieri di esserlo da generazioni e con riconoscenza tramandano la loro storia fatta di emozioni, ricordi ed innovazioni. Li capisco, perché nella mia famiglia di origine si faceva l’olio, da bambina la mia adorata nonna Tecla mi raccontava di un meraviglioso giardino composto di ulivi, agrumeti, piante da fiore e da frutto, e una volta all’anno a Bologna arrivava da Castellaneta, un fusto di olio prodotto dalle olive cresciute in quel luogo. Così, erede di tale arte, sono circondata da persone che producono olio; ho passeggiato in uliveti più o meno grandi,  ho sognato sdraiata sotto gli ulivi centenari di amici che abitano in Puglia, ho visto produrre l’olio, inutile dirvi quanto questo mondo mi attrae e mi affascina.

Piccoli ulivi cresceranno

A extraLucca, una bella sorpresa è stato conoscer un’azienda di Riva del Garda che ottiene un olio da olive appena invaiate e le spreme denocciolate, il flavor e l’aroma sono ottimi, dai noccioli ricavano una sansa che adoperano per fare dei golosissimi snack, e dal guscio dei noccioli traggono pellet da bruciare. Un bel ciclo a tutto tondo, inoltre l’azienda  “olio CRU”possiede anche l’uliveto sito nel luogo più alto d’Europa.

Olio Cru, l’olio del Trentino

Voglio raccontarvi di questo episodio che con Antonietta ci è capitato mentre ci recavamo a Palazzo Ducale. Camminando, siamo “inciampate” in un bigliettino da visita, probabilmente caduto a qualche visitatore presente a extraLucca, lo abbiamo riconosciuto e un sorriso ha pervaso i nostri cuori.  Il  biglietto da visita era di Oro di Giano, identificabile perchè richiama la forma della bottiglia del loro olio, e per noi rappresenta un’azienda davvero speciale perché conosciamo molto bene Claudia Pompilj, la titolare, e il suo olio davvero superlativo.

Biglietto da visita di “Oro di Giano”

Claudia è una cara amica e come “Oro di Giano” produce tre oli differenti ottenuti da tre cultivar raccolte in tre giorni diversi, e le nuove produzioni che affiancano i suoi oli, il farro, le lenticchie e i ceci, produzioni da sempre legate alla tradizione agricola umbra, “perché è la semplicità dei sapori a rendere speciale un piatto”, così scrive Claudia nella sua elegante brochure nella quale loda il suo ulivo millenario detto l’ulivo di Macciano.  Claudia, quando si reca nella sua tenuta, spesso si siede sotto le fronde di questo meraviglioso patriarca  per ricavar consigli e quiete, e lì decide di adoperarsi per migliorare le  cose gestendo i suoi poderi con l’amore che una madre può mettere nella cura del proprio figlio. Proprio vero che ci si riconosce e ci si innamora, io che dico che non cucinerei nulla che non fossi disposta a dare ai miei figli, stesso concetto espresso in due modi differenti, per similitudine spesso ci si trova. L’ olio evo “Oro di Giano-Macciano” è strepitoso anche sul pane, olio golosissimo dal sapore antico, e Claudia lo ama a tal punto da numerarne a mano ogni bottiglia. A ExtraLucca abbiamo incontrato Claudia, che ci ha presentato il piccolo San Felice, ultimo nato, è l’olio più buono che io abbia mai assaggiato, e mi ha lasciata esterefatta, benvenuto ultimo nato.

I prodotti della tradizione

Un altro produttore che ha attirato la nostra attenzione per la bontà del suo olio, ha voluto creare alcune cartoline per accompagnare i suoi oli con massime che esaltano il concetto che non è tutto oro quello che luccica. Ve le mostro perché le ho trovate appropriate.

Le cartoline dell’olio dell’azienda agricola Intini

Insomma, la manifestazione extralucca anche quest’anno ci ha deliziato con i suoi prodotti eccelsi e con la “bellezza” di molteplici produttori, l’olio ci riconnette alla terra e alla nostra storia, inoltre, per merito di questa manifestazione ho imparato molte parole a me finora sconosciute, e che ho usato nel raccontarvi fino ora, esse sono:

  • Drupa = bacca dell’olivo
  • Invaiatura = grado di maturazione dell’oliva e colorazione delle drupe
  • Cultivar = le diverse varietà di ulivi: Frantoio, Moraiolo, Leccino, ecc.
  • Flavor = complesso distintivo delle percezioni degli stimoli olfatto-gustativi del prodotto
  • Panel = termine inglese che indica un gruppo di persone che si riuniscono per esprimere un giudizio.

Concludo con un appunto riguardante il bellissimo mito che avvolge l’olio evo “Atena con l’intento di fare un dono  prezioso, regalò all’umanità un albero di ulivo. Si narra che ai piedi di tale pianta siano venuti alla luce tutti gli dei dell’antica Grecia. Atena raccolte alcune bacche da tale albero, le strinse tra le dita e da esse fuoriuscì un liquido dorato, l’olio”. L’oro degli dei, per l’appunto.

2 commenti:

  1. Grazie Bea, per aver condiviso le tue emozioni.

  2. Grazie a te per avermi accompagnata in questo meraviglioso viaggio,sei una maestra in fatto di olio e di vino,e amica sincera.

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