Il Monte delle Formiche 

Qui sul Monte delle Formiche mi sento a casa.

Giunta ai miei 50 anni ho scelto di lasciare la città per poter finalmente vivere a stretto contatto con la Natura.

La scelta non è stata semplice, ho cercato casa a lungo, sfinendo coloro che abitano con me.

Ho abitato molteplici case e i traslochi erano all’ordine del giorno.

Ogni volta mi innamoravo della casa, mi sembrava quella giusta, vi abitavo un paio d’anni e poi via a far scatoloni e nuove ricerche.

Poi ho compreso che casa è il luogo dove senti le radici, dove guardandoti attorno percepisci serenità, quiete, amore.

Poi è successo. Un giorno mentre facevo la mia passeggiata quotidiana verso il Monte delle formiche, ho compreso che era esattamente qui che volevo abitare, e così mi sono preparata  all’ultimo trasloco.

Vi avevo già abitato  da bambina, ed è qui che ogni volta sono giunta quando “scappando” dalla città cercavo un luogo dove “ritrovarmi”.

Inoltre, già da bambina avevo cominciato a fare ricerche su questo luogo magico, la storia delle formiche volanti, dell’eremita che abitava la grotta posta sotto la chiesa, i villaggi celtici ritrovati qui intorno..

Questo è un luogo davvero speciale, e vi invito a venire a trovarmi per respirare l’aria che vi si respira.

Il Monte delle Formiche deve il suo nome al fatto che ogni anno nei primi giorni di settembre giungono a sciami nel piazzale del Monte, migrando dal centro dell’Europa, i maschi delle formiche alate della varietà Mirmyca Scabrinodis.  Dai tempi remoti essi volano fin qui per compiere il loro volo nuziale, poi dopo l’accoppiamento, le formiche maschio vanno a morire nella zona adiacente al santuario, mentre le femmine costruiscono nuovi nidi. Per circa un mese è un volare di formiche alate, è davvero uno spettacolo unico: si vedono nuvoloni neri di formiche arrivare dal cielo per poi morire tutte insieme.

La cima del Monte è sempre stato un luogo sacro, per gli etruschi, per i Celti, e per la chiesa, che ha associato questo fenomeno alla natività della Beata Vergine Maria, che ricade l’8 settembre, ecco che pare che le formiche giungano fino qui per morire ai suoi piedi e renderle onore. Questa teoria si può ammirare nella raffigurazione della Vergine che è custodita nel Santuario in cima al Monte.

Quando si giunge sul Monte, la prima cosa che attira l’attenzione è il vasto panorama che si può vedere a 360°. Da quassù si possono ammirare le terre romagnole, toscane, modenesi, e si può ammirare San Luca, grande punto di riferimento per i bolognesi.

Nelle giornate limpide si vedono il Cimone e il Corno alle scale. Si vedono le pale di Casoni di Romagna, ma anche quelle della Gusella a Madonna dei Fornelli. Si vede l’osservatorio di Monte Venere, il castello di Monte Battaglia. Insomma da quassù il panorama è fenomenale, lascia a bocca aperta dalla meraviglia.

Nel cimitero sul Monte riposa Luigi Fantini, il ricercaro appenninico, grande curioso, esploratore, naturalista, speleologo, paletnologo, fotografo, grande anima innamorata di questi luoghi.

Geograficamente ci troviamo a circa 30 km a sud di Bologna, tra la Valle dell’Idice e la Val di Zena, e con i suoi 638 m s.l.m. il Monte costituisce il rilievo più alto del Comune di Pianoro.

La Val di Zena per la sua unicità e bellezza, da un paio d’anni  è divenuta parco museale della Val di Zena, un museo a cielo aperto, qui troverai un castello, una torre,  gli antichi resti di una balena, il museo dei botroidi, una natura incontaminata, e me naturalmente.

La Val di Zena deve il suo nome al torrente Zena che nasce dalle colline a nord del crinale situato fra Loiano e Quinzano (le sorgenti), fiancheggia praticamente tutto il tragitto stradale della valle e dopo un breve percorso si immette nell’Idice a San Lazzaro di Savena (Bo).

La S.P. 16 Val di Zena attraversa diversi comuni, parte da San Lazzaro, diviene Pianoro, poi per un breve tratto è sotto Monterenzio, e finisce a Quinzano che si trova sotto Loiano.

Tutta la valle è l’espressione viva della bellezza di una natura poco contaminata, data anche dalla presenza non ingombrante dell’agricoltura e la quasi totale assenza di attività produttive, anche se per un tratto è attraversata dall’Alta Velocità Bologna-Firenze.

All’inizio della Val di Zena abbiamo due importanti parchi bolognesi : Il Parco dei Gessi Bolognesi dove ci sono le grotte del Farneto e il parco dei Calanchi dell’Abbadessa. Una zona davvero ricca e speciale.

Se vuoi saperne di più, visita il sito : http://www.parcomusealedellavaldizena.it/le-attivita/sentieri-e-percorsi/zena-monte-delle-formiche/ 

Bene, siam giunti alla fine, vi aspetto qui da me, sperimentate sempre e abbiate cura di voi che siete l’ingrediente fondamentale della vostra Vita.

Un basen dall’Erbana

 

 

 

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