La Via del Fantini

L’associazione Parco museale della Val di Zena ha ideato e realizzato il progetto de’ “La via del Fantini” con l’intento di seguire il lavoro di ricerca e di documentazione che Luigi Fantini ci ha lasciato in eredità, rendendo di nuovo fruibili, a piedi o in bici, vecchi sentieri dimenticati.

Il cammino attraversa la Val di Zena, toccando  luoghi significativi ed inimmaginabili dal punto di vista paesaggistico, geologico, archeologico, artistico, storico ed ambientale.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Carisbo, Unione Comuni Savena Idice e dal Comune di San Lazzaro, è nato nel 2018, e ha trovato l’individuazione  e l’attuazione del tracciato   grazie  alla preziosissima collaborazione inbastita col CAI.

Tratta del percorsoIl tracciato comprende quattro tappe, e la scelta di segnarle sulla mappa come se fossero delle fermate di una tube è voluta, guardare il passato con uno sguardo moderno.

Il Fantini ha riportato alla luce il nostro passato, e noi attraverso questo percorso portiamo le sue meravigliose scoperte nel nostro presente, una tappa alla volta.

Ma chi era il Fantini?

Luigi Fantini (1895-1978) era un grande studioso autodidatta, amava fare le sue ricerche in campo, amava la speleologia, la   paletnologia, l’archeologia, la geologia,  era un appassionato esploratore,  ma anche fotografo e scrittore. La sua passione unita all’entusiasmo ed  alla sua curiosità verso il mondo che ci circonda, lo hanno guidato a compiere scoperte sensazionali.

E’ stato un uomo in anticipo sui tempi, autore di teorie intriganti, a lui si deve la scoperta del Paleolitico bolognese,  e per oltre trentanni ha esplorato  il margine appenninico fra Bologna e Imola scoprendo centinaia di giacimenti su cui ha elaborato importanti saggi. Che uomo straordinario.

Lo si vedeva aggirarsi per le colline armato di scala a pioli e martello, e lo chiamavano “al mat di sas”, ma lui preferiva definirsi “ricercaro appenninico”. Quanto sono stati importanti i suoi amati sassi, per ognuno di esso era capace di un atto di commozione, e da questo traeva nuove teorie sensazionali.

E’ cresciuto all’interno del Parco dei Gessi, sempre immerso nello studio e nella scoperta delle cose che riguardavano il territorio, del quale ha ricostruito storia e preistoria.

La Val di Zena era il luogo suo prediletto e l’ha saputa proteggere dalla speculazione legata allo sfruttamento delle cave.

Ora riposa nel piccolissimo cimitero del Monte delle Formiche, dove molti, ancor oggi, lo omaggiano portando i sassi trovati lungo il proprio cammino.

Pensare a come ha vissuto ed operato, può essere di incoraggiamento per coloro che vorranno percorrere le sue orme,  il prezioso “ricercaro” con le sue scoperte ci sprona, e per noi è grande fonte di ispirazione.

La Via a lui dedicata unisce aspetti importanti della sua ricerca legata al territorio, dalla geologia  alla paleontologia, alla documentazione storico fotografica.

Faccio parte dell’Associazione e come GAE ho avuto la fortuna di essere tra i primi camminatori della Via del Fantini completata da pochissimi giorni, e posso assicurarvi che sarà grandioso ammirare gli splendidi paesaggi naturalistici e storici che custodisce.

50 km di Cammino durante i quali la presenza del Fantini si rivelerà come una forza ancora tangibile.

La “Via del Fantini” collega San Lazzaro con San Benedetto del Querceto attraversando la Val di Zena.  Occorre seguire i cartelli rossi e bianchi del CAI, riportanti il logo con la figura del Fantini.

Si parte dal museo Donini di San Lazzaro, si  giunge a Botteghino di Zocca, e continuando il cammino, si incontrano Gorgognano, il Castello di Zena, la Tazzola (qui vi consiglio di visitare il Museo dei Botroidi), e avanti verso il Monte delle Formiche si passa da Cà di Pippo, poi, si raggiunge Monte Bibele, luogo che custodisce antiche vestigia Etrusco-Celtiche, per infine  terminare il cammino a San Benedetto del Querceto.

Pronti a partire?

Come volete compiere questo percorso?  Una tappa alla volta?  Partendo dalla fine o dal principio?

La Val di Zena è un museo a cielo aperto e questa Via è percorribile in 2 o 3 giorni, ma volendo, se ne potrebbero impiegare anche 15 seguendo ogni volta un proprio interesse o un aspetto particolare delle ricerche del Fantini. Ci si potrebbe perdere  in ogni piega che il paesaggio e la storia di questi luoghi sanno regalare,  oppure sulle tracce del ricercaro dirigersi verso il Contrafforte pliocenico, ognuno faccia proprio il percorso attraversando la Val di Zena.

È questa una nuova Via che invita al passo lento, consapevole e attento al paesaggio, ma portatore anche di sviluppo del territorio, abbiamo in serbo un nuovo progetto legato alla Via, un progetto di sviluppo di turismo di prossimità che vede coinvolte molte figure attive, agricole e ospitali, presenti nel territorio della nostra amata Val di Zena.

A te che te lo stai chiedendo, sappi che presto arriveranno anche una cartina e un sito dedicato.

Domenica 5 luglio abbiamo festeggiato il completamento del tracciato che rende esplorabile la zona, in modo simbolico ci siamo incontrati al bivio tra via Zena e Via Castelnuovo di Bisano per raggiungere a piedi Monte Bibele che dista 2 km.

All’interno dell’Associazione siamo due  GAE (guida ambientale escursionistica) io e Marco D’Agostino, se vorrete, sarà un piacere guidarvi per questi sentieri meravigliosi.

Un caro abbraccio dall’Erbana, buon cammino.  Un basen

2 commenti:

  1. Natascia Tiralongo

    Molto, molto interessante. Spero ci siano altri appuntamenti simili prossimamente.

  2. Ciao Natascia troverai le info dei prossimi appuntamenti a breve :-)

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